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07 Gennaio 2021

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I bambini e i piedi piatti

I bambini e i piedi piatti

I bambini piccoli hanno i piedi piatti per due motivi:

  1. L’arco plantare deve ancora svilupparsi,
  2. Nei piedi è presente del tessuto adiposo che rende poco visibile la volta plantare.

Il piede piatto nei bambini è flessibile, non provoca dolore e non comporta problemi nei movimenti. Lo osserviamo in quasi tutti i bambini da zero a due anni (97%) e si riduce progressivamente con l’aumentare dell’età, fino a circa il 50% a tre anni, il 25% a sei anni, e a dieci anni solo pochi bambini ce l’hanno ancora.

 

Come riconoscere il piede piatto fisiologico

Ci si accorge del piede piatto quando il bambino, attorno all’anno di età, arrampicandosi alla sponda del lettino o a una sedia, riesce a mettersi in piedi: sotto il peso del corpo i piedini si appiattiscono e i talloni si inclinano verso l’interno, perché le ossa e le articolazioni a quell’età sono flessibili e i muscoli sono poco sviluppati. Inoltre, un cuscinetto di grasso nel bordo interno del piede contribuisce a nascondere l’arco plantare.
Quando il bambino prova a sollevarsi sulle punte i muscoli, che dal tallone vanno alla base dell’alluce, si tendono come la corda di un arco, e danno forma alla pianta del piedino. I calcagni invece, che erano inclinati verso l’interno, si allineano con le gambe lasciando che l’arco plantare prenda forma. Si tratta del tipico comportamento di un piede piatto fisiologico, e del suo sviluppo.

Solo in rari casi il piede piatto può diventare doloroso o rigido, ossia se alla base c’è una patologia del piede: ad esempio un’infiammazione, un’anomalia della forma o dei rapporti tra le ossa che lo compongono.
Non possiamo prevedere a quali bambini potrà accadere e non esistono prove che sia possibile prevenire quest’evoluzione patologica usando precocemente plantari, inserti, scarpe ortopediche o rinforzi.

Il plantare ha un’azione di sostegno: finché lo indosso la volta del piede viene sostenuta e ne ho un beneficio, il tendine tibiale posteriore deve lavorare meno e smette di far male. Tolto il plantare la volta mediale si ritrova senza sostegno e torna a cedere verso l’interno, il tendine tibiale posteriore si ritrova a dover faticare per contrastare tale pronazione e riprende a far male.
L’unica situazione nella quale ha senso l’utilizzo dei plantari ortopedici nei bambini è quella in cui il piede soffre per via dell’attività che si sta svolgendo.
Un esempio è sicuramente quello della pratica sportiva: non è bene che per colpa dei sintomi del piede piatto i bambini rinuncino all’attività sportiva che è indispensabile per il loro corretto sviluppo fisico, motorio e sociale.
In questo caso, l’utilizzo del plantare con lo scopo di alleviare dolore e disagio è certamente consigliabile, per evitare che sperimentino sintomi dolorosi o difficoltà di movimento.

 

Come verificare l’evoluzione del piede

Le evidenze scientifiche attuali ci suggeriscono che il modo più sicuro e appropriato di seguire i bambini con i piedi piatti, che non provano dolore o difficoltà a camminare, è semplicemente osservarli nel tempo, attraverso le visite periodiche del pediatra (i cosiddetti “bilanci di salute”) o una valutazione con un fisioterapista.

 

Piedi piatti

 

Il piede piatto si diagnostica attraverso l’esame clinico, valutando il bambino sia in posizione eretta sia seduta, in piedi, fermo, e mentre cammina, per valutare l’aspetto dell’arco plantare (normale, insufficiente o assente) e del calcagno rispetto alla gamba (in linea o valgo).

Per valutare l’evoluzione del piede nel tempo può essere utile visualizzare l’immagine dell’impronta del piede su carta copiativa, o al podoscopio, e confrontarla con le immagini delle valutazioni successive.

Nel corso del monitoraggio se il piede piatto è rigido e non regredisce sulle punte, se è peggiorato, o se dopo gli otto anni non c’è segno di miglioramento, sarà opportuna una visita ortopedica per formulare una diagnosi e impostare la terapia necessaria, dal sostegno plantare alla fisioterapia, fino all’intervento chirurgico.

In tutti gli altri casi di piede piatto flessibile asintomatico, senza dolore, bisogna solo aspettare e vigilare, dando a tutti i bambini, ogni giorno e a ogni età, a casa, a scuola o all’aperto, la possibilità di muoversi liberamente, meglio se a piedi nudi o con calzature morbide.

Il piede piatto è più frequente nei maschi e nei primi anni di vita, e alcuni fattori possono predisporre al suo sviluppo e alla sua persistenza. In particolare, tra tre e sei anni, influisce un’aumentata lassità delle articolazioni e l’abitudine a sedere in posizione a “ranocchia” o “W”, e anche l’obesità, che rimane un fattore di rischio di persistenza del piede piatto.

 

 

Come favorire la corretta evoluzione del piede

Lasciare muovere il bambino a terra già dai primi mesi e favorire l’attività motoria a tutte le età: camminare, fare giochi in punta di piedi e camminando sul bordo esterno dei piedi, correre, saltare, arrampicarsi e ballare. Far camminare il bambino a piedi nudi anche su terreni irregolari come erba, terra e sabbia in modo da stimolare la pianta del piede.

Non mettergli le scarpe appena comincia a stare in piedi ; se le calzature sono necessarie scegliere le più morbide, flessibili e leggere. Evitare le scarpe rigide, con plantare e zone di rinforzo, perché non aiutano a formare il piede.

 

 

Come scegliere la scarpa giusta

La scarpa giusta per un piede in crescita deve avere la tomaia morbida per consentire la giusta mobilità alle dita senza comprimerle o costringerle in una posizione diversa da quella naturale. La suola deve essere flessibile per assecondare e non bloccare i naturali movimenti del piede durante la deambulazione e la corsa. In quasi tutte le scarpe da bambino sono presenti rinforzi più rigidi nel retro piede, utili a dare maggiore stabilità al tallone.

Assicurarsi che la misura sia corretta, più lunga di un centimetro davanti all’alluce, controllando ogni 2-3 mesi vista la rapidità con cui crescono i piedi dei bambini. Non fare l’errore di comprare scarpe troppo abbondanti con la scusa che “tanto il piedino cresce in fretta”…In una scarpa troppo grande il piede non trova stabilità e si rischiano vesciche ed abrasioni.

 

Lo staff fisioterapico di Stefani Sport