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08 Luglio 2022

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La diastasi addominale: cos’è, sintomi e cause

La diastasi addominale: cos’è, sintomi e cause

La diastasi addominale riguarda circa il 30% delle donne dopo il parto, eppure ancora oggi se ne parla poco.

Spesso sottovalutata o comunque confinata a un problema estetico, in realtà la diastasi addominale è un problema innanzitutto funzionale e per questo deve essere affrontata nel modo corretto.

COS’È LA DIASTASI?

La diastasi dei retti addominali consiste nella separazione eccessiva della parte destra dalla parte sinistra del muscolo retto addominale, le quali si allargano, allontanandosi della linea mediana (linea alba). Questa fascia è molto resistente, ma poco elastica, per questo quando, per qualche ragione, si sfibra o assottiglia, difficilmente torna alle sue condizioni iniziali in modo spontaneo. Ecco allora che si parla di diastasi addominale, problema che può avere diversi gradi a seconda dell’allontanamento, maggiore o minore, dei due muscoli retto-addominali.

diastasi addominale

Si parla di diastasi quando:

  • la separazione tra i retti è larga almeno 2-3 dita;
  • non si riduce considerevolmente se si aumenta la contrazione degli addominali (anche se in alcuni casi potrebbe chiudersi completamente in contrazione);
  • si nota una piccola escrescenza che fuoriesce.

AUTOVALUTAZIONE

Grazie ad un semplice test è possibile verificare se si ha la diastasi e avere un’idea della sua ampiezza.

  • Sdraiata supina piega le ginocchia tenendo la piante dei piedi appoggiata a terra. Metti una mano dietro la testa e l’altra sopra il muscolo addominale. Le dita devono essere sopra la linea mediana ma parallele alla linea della vita all’altezza dell’ombelico.
  • Premi leggermente con le dita sul muscolo addominale rilassato.
  • Solleva testa e spalle dal pavimento senza piegare il collo e senza avvicinare il mento allo sterno, come per effettuare il “crunch” (addominali) contraendo il muscolo addominale.
  • Muovi le dita a destra e sinistra alla cercando le pareti del muscolo. Se viene eseguita in modo corretto, a mano a mano che la contrazione aumenta, si dovrebbe notare una diminuzione del “foro” nell’addome, tra i due retti.

CAUSE

La diastasi addominale è una conseguenza principalmente della gravidanza. La causa è dovuta allo stiramento del muscolo retto addominale, operato dall’interno dall’utero in continuo accrescimento. Sia la pressione interna dell’utero che l’assetto di un nuovo equilibrio ormonale, favoriscono l’assottigliamento dei tessuti connettivi (da qui la creazione della famosa “linea alba”). Se la diastasi addominale si presenta in una gravidanza, maggiori saranno le probabilità che si ripresenti anche nelle successive.

Tuttavia è fisiologico che, a non molta distanza dal parto, i tessuti connettivi siano rilassati. Dopo il primo periodo l’elasticità e la densità dei tessuti riprenderanno i valori iniziali e anche la profondità dello spazio tra i retti e le sue dimensioni tenderanno a diminuire.

Di norma, la separazione del muscolo retto addominale si risolve entro le prime 8/12 settimane dopo il parto, fino anche a 6 mesi.

 

Oltre alla gravidanza anche altri fattori possono determinare la comparsa della diastasi addominale: obesità, sforzi eccessivi (dovuti ad un’attività fisica intensa), interventi chirurgici, traumi o anche una forma di diastasi congenita. Perciò anche gli uomini sono soggetti a questa patologia.

FATTORI DI RISCHIO IN GRAVIDANZA

  • l’età della gestante superiore ai 35 anni;
  • il feto con un peso elevato;
  • aumento di peso eccessivo;
  • la gravidanza gemellare;
  • altre gravidanze precedenti.

ALTRI FATTORI DI RISCHIO

Possibili ulteriori cause dell’insorgere di questa patologia sono:

  • indebolimento muscolare;
  • obesità;
  • dimagrimenti importanti (es.chirurgia bariatrica);
  • vecchiaia;
  • eccessiva attività fisica;
  • tosse cronica.

SINTOMATOLOGIA

I sintomi che la diastasi dei retti può provocare sono:

  • dolori alla schiena che si affatica più del normale a causa dell’instabilità della colonna o sensazione che sia debole e affaticata
  • dolori alle anche e al bacino
  • incontinenza
  • ernia
  • gonfiore
  • nausea
  • difficoltà digestive
  • difficoltà respiratorie
  • peristalsi molto evidente a occhio nudo
  • postura da iperlordosi
  • senso di pesantezza al pavimento pelvico.

Il caratteristico segno della diastasi addominale è anche una sorta di cresta (o “pinna”) che si forma in corrispondenza della linea alba e che va dal processo xifoideo della sterno all’ombelico e che si manifesta più evidentemente con la tensione dei muscoli dell’addome.

LA FISIOTERAPIA

Il fisioterapista può intervenire sia con tecniche manuali, come linfodrenaggio, trattamento delle cicatrici e applicazione di taping, sia con un percorso di rieducazione posturale e rinforzo muscolare, in particolare del muscolo trasverso dell’addome e della muscolatura pelvica.

Il percorso riabilitativo è indicato:

  • nei casi più lievi senza indicazione chirurgica, al fine di prevenire il peggioramento, migliorare la funzionalità e la sintomatologia;
  • nei casi con indicazione chirurgica, per preparare i tessuti nel pre-intervento e ristabilire la piena funzionalità nel post;
  • nei casi più gravi e ove non sia possibile eseguire l’intervento chirurgico, per recuperare in parte la stabilità della colonna, mantenere in efficienza la muscolatura pelvica e ridurre la sintomatologia.