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24 Settembre 2021

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La spalla congelata

La spalla congelata

La capsulite adesiva della spalla, detta comunemente sindrome della spalla congelata, è una patologia infiammatoria molto dolorosa, che con il passare del tempo limita progressivamente i movimenti della spalla fino alla sua totale rigidità. Le cause della sua insorgenza non sono ancora state completamente chiarite e spesso la patologia si presenta senza alcuna causa apparente. Di fatto questa situazione si verifica quando la capsula articolare (cioè quella struttura che insieme ai legamenti regola il movimento della spalla) si restringe e si infiamma, impedendo così la normale articolarità.

In particolare, quando si soffre di spalla congelata diminuisce la possibilità di movimento sia attivo che passivo. In altri termini tale limitazione è presente sia quando il paziente tenta di muovere attivamente il braccio, sia quando questo viene mosso dal medico o dal fisioterapista. La diminuzione del movimento passivo è una delle caratteristiche che distingue la spalla congelata da altre patologie che affiggono questa articolazione. I sintomi dolorosi della spalla sono, infatti, spesso confusi con altre patologie come la tendinopatia calcifica, la rottura della cuffia dei rotatori, l’artrite o la tendinite. Un’altra caratteristica di questa patologia è che la limitazione articolare si registra su tutti i piani del movimento e soprattutto in rotazione esterna.

Spalla congelata

Spalla congelata

La capsulite adesiva si sviluppa principalmente in tre fasi:

  1. Nella prima fase, che di solito dura tre o quattro mesi, si verifica il “congelamento”, ossia la progressiva perdita di movimento della spalla e un’acutizzazione del dolore.
  2. Nella seconda fase, che generalmente dura da quattro mesi a un anno, il dolore diminuisce leggermente ma la rigidità della spalla rimane. Nei casi più gravi si può verificare anche l’intorpidimento della mano.
  3. La terza fase è quella di “scongelamento”, che di solito dura da uno a tre anni; è questo il periodo del recupero, totale o parziale, del movimento e del graduale ritorno alla normalità.

Le opzioni di trattamento

Il tempestivo trattamento della malattia è fondamentale per ridurre velocemente il dolore e accelerare il processo di guarigione con il pieno recupero del movimento. Per trattare la sintomatologia iniziale è generalmente indicata una terapia cortisonica orale e il mantenimento del movimento del braccio nel rispetto del dolore. Appena possibile, occorre affidarsi al fisioterapista per il recupero funzionale dell’articolazione e dunque della mobilità. Bisogna infatti evitare il più possibile che la spalla si irrigidisca ulteriormente.

Laddove le terapie non dovessero essere efficaci e il dolore dovesse limitare le quotidiane attività del paziente, si può intervenire chirurgicamente in artroscopia. Questo però avviene in casi piuttosto rari.

 

Lo staff fisioterapico